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Panamá - Costa Rica: frati della Provincia Agostiniana del Sacro Cuore di Gesú celebrano i loro Esercizi Spirituali

  • 3 days ago
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Di fronte a una profonda crisi antropologica, segnata dalla perdita di identità e dalla disgregazione di legami fondamentali come la paternità, la filiazione e la fratellanza, Madre Prado, del Monastero della Conversione (Ávila, Spagna), propose ai frati agostiniani di Panama un ritorno al fondamento essenziale dell'esistenza umana: il riconoscimento di essere figli di Dio, la contemplazione della filiazione che abbiamo come uomini di Dio e come figli di Dio nel battesimo.

 

Da questa prospettiva, l'identità non si costruisce sulle azioni, sul successo o sulle sicurezze esteriori, ma sull'esperienza originaria di conoscersi amati da Dio. Pertanto, il battesimo significa morte, essere sepolti con Cristo, ma è anche la nuova nascita che dona la vita. Dio ci riconosce come suoi figli e, da questa prospettiva, ci solleva, ci eleva.

 

Il battesimo di Gesù rivela questa verità centrale: solo coloro che abbracciano la propria condizione di figli di Dio possono affrontare le tentazioni, come la ricerca di sicurezza, la ricerca di riconoscimento e la ricerca di potere. Pertanto, tornare all'inizio del nostro rapporto con Dio significa preservare l'essenza e rimanere fedeli all'unico invito di Cristo: il cammino e l'esperienza della Croce. Da qui, inizia un viaggio verso l'interiorità, dove la solitudine e il silenzio cessano di essere un vuoto e si trasformano in uno spazio di incontro.


Madre Prado indicava che la nostra vera dignità di essere esaltati inizia quando siamo capaci di discendere come fece il Maestro al servizio dei suoi discepoli. Solo coloro che riconoscono la necessità di discendere al servizio e di donarsi agli altri saranno in grado di comprendere l'esaltazione sulla croce come quella di Gesù.

 

L'esaltazione sulla croce significa vedere il volto del vero Figlio Amato, al quale dobbiamo dare ascolto. In questa immagine della croce si trova la pienezza di Cristo, che passa dalla trasfigurazione su un alto monte al volto sfigurato del Calvario. In questo volto si rivela il vero amore. Questa è una generosa donazione di sé, dimorare nell'amore.

 

Infine, la risurrezione conferma che solo chi rimane nell'amore, vivendo nella consapevolezza di essere stato amato, può raggiungere una vita piena, feconda e libera, capace di trasformare la propria esistenza e quella degli altri, perché la spiritualità ci invita a dare la vita e a generare la vita.

 

(Padre Edwin Ramos, aprile 2026)



 
 
 
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