
Union of Augustinian Friars of Africa (UAFA)
Union of Augustinian Friars of Africa (UAFA)
The Union of Augustinian Friars of Africa (UAFA) is the regional communion of Augustinian circumscriptions in Africa, established to strengthen collaboration, unity, and shared mission across the continent. Inspired by the Constitutions of the Order of Saint Augustine and formally supported by the 2001 Ordinary General Chapter, UAFA reflects the Order’s commitment to foster closer bonds among communities that share common geographical, cultural, and pastoral realities.
Rooted in Africa—the land where Saint Augustine founded his first religious communities—UAFA was officially erected on 22 September 2011 by decree of the Prior General, following a process of discernment and consultation among African circumscriptions. It brings together Provinces, Vicariates, Delegations, and Augustinian communities across the continent in a shared effort to proclaim the Gospel, respond to the signs of the times, and contribute the richness of the Augustinian spiritual tradition to the evangelization of Africa.
Through regular assemblies, collaborative initiatives, and structured commissions dedicated to formation, spirituality, education, justice and peace, and finance, UAFA promotes Augustinian cohesion beyond juridical boundaries while respecting the autonomy of each circumscription. Visitors are invited to discover more about UAFA’s mission, history, and member circumscriptions by visiting its website and exploring the vibrant Augustinian presence in Africa.

ARTICOLI
L'Ordine è in 50 paesi differenti!
Visita ogni paese o provincia per saperne di più sui nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo.
Province of Saint Augustine/Province of Nigeria
Saint Monica's Priory,
P. O. Box 7575, Rantya, State Lowcost, Jos,
Plateau State, Nigeria.
Vicariate of Saint Rita/Vicariate of Kenya
143-146 Park Estate,
Southlands off Langata Road P. O. Box 18088
00500 Nairobi Enterprise Road
Kenya.
Vicariate of Saint Possidius/Vicariate of Congo
Kinshasa / Couvent Sainte Rita,
B. P. 681 18°, Rue Limete, Kinshasa,
Republique, Democratique Du Congo
Vicariate of Saint Augustine/Vicariate of Tanzania
DAR ES SALAAM / St. Monica - Mavurunza,
P. O. Box 79168,
Dar Es Salaam, Tanzania
Other Members of the Union
Basilica of Saint Augustine of Hippo
+213 38 84 51 50 23000
ANNABA, ALGERIA
Augustinian Presence in South Africa
Our Lady of Mercy Parish,
79 Old Main Road,
Kloof, 3640, South Africa
Augustinian Presence in Benin Republic
Saint Francois d'Assissse Bohicon
Augustinian Presence in Togo
Convent of Saint Rita of Cascia Lomé,
Rue 381 HDN, Hedzranawé-Lomé
Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.
Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).
Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.
Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).
Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.
Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.
L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.
Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.
Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).
Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.
Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).
Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.
Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.
L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.
Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.
Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).
Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.
Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).
Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.
Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.
L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.
Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.
Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).
Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.
Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).
Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.
Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.
L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.
