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Istituto Storico Agostiniano

Alphabetum Augustinianum

Alphabetum Augustinianum è una sezione dedicata all'interno del sito web ufficiale dell'Ordine di Sant'Agostino, gestita dall'Istituto Storico Agostiniano. La sua missione è condividere la ricchezza della nostra storia, che prende vita attraverso le nostre istituzioni e le persone che le hanno plasmate. Il sito è organizzato in quattro sezioni principali: Province, Case-Conventi, Personaggi (Biografie) e Agiografia, facilitando l'esplorazione del patrimonio dell'Ordine da molteplici prospettive.


Invitiamo tutti coloro che desiderano partecipare a inviare i propri contributi. Gli articoli devono essere firmati e datati, scritti per un pubblico generale e limitati a un massimo di due pagine, bibliografia inclusa. I contributi possono essere in spagnolo, inglese, italiano o francese; sono benvenute anche altre lingue, purché accompagnate da un breve riassunto in una delle lingue accettate.


Ispirato all'intuizione agostiniana secondo cui "l'uomo cresce imparando e diminuisce dimenticando", Alphabetum Augustinianum si propone come uno spazio di incontro e servizio, dove la memoria viene preservata, riportata in vita e trasformata in conoscenza. Qui, continuiamo la pratica dell'apprendimento attraverso l'insegnamento e dell'insegnamento attraverso l'apprendimento (Sant'Agostino, In Ps 118, 17, 3).

L' Institutum Historicum Augustinianum (IHA) è un'organizzazione culturale dell'Ordine di Sant'Agostino e ha un carattere internazionale.

Gli scopi dell'IHA sono:

  • Sviluppare e coordinare le attività di ricerca storica riguardanti l'Ordine di Sant'Agostino.

  • Promuove e organizza incontri, convegni, corsi, giornate di studio e congressi legati alla storia agostiniana.

  • Pubblicare i risultati della ricerca in Analecta Augustiniana, o in altre pubblicazioni idonee.

  • Rafforzare la collaborazione dello studio e dell'insegnamento della storia dell'Ordine.

  • Promuovere gli interessi dell'Istituto nel campo degli studi storici ed ecclesiastici.

  • Coltivare contatti con altri istituti storici, associazioni e istituzioni simili.

  • Intraprendere qualsiasi altra attività che sia ritenuta opportuna in accordo con gli scopi dell'Istituto.

Indirizzo

Institutum Historicum Augustinianum

Via Paolo VI, 25I-00193 - Roma

Tf. +39 06 680061

E-mail: historicum@osacuria.org

Presidente: P. Isaac González Marcos OSA

Segretario: P. Josef Sciberras OSA

Consigliere: P. Jesús Álvarez Fernández OSA

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

Le primissime tracce della tradizione monastica abbracciata dagli Eremiti nel 1244 risalgono ad un periodo di poco successivo alla conversione di Agostino a Milano, durante il quale questi ed alcuni suoi amici fecero ritorno alla nativa Tagaste, si liberarono dei loro beni e iniziarono una vita di preghiera e di studio come “servi di Dio”.

Signore, tu raduni nella tua casa coloro che sono in unità di cuore… Siamo rimasti insieme con l’intenzione di vivere uniti nel nostro santo proposito. Abbiamo pensato al luogo più indicato per servirti ed insieme siamo tornati in Africa (Conf. IX, 8).

Ordinato sacerdote nel 391, Agostino ottenne un orto ad Ippona per costruirvi un monastero per la sua comunità laica. Successivamente scrisse una Regola per i suoi fratelli, ispirandosi alla primitiva comunità cristiana di Gerusalemme.

Prima di qualsiasi altra cosa, vivete insieme con un cuore solo e un’anima sola, protesi verso Dio (I, 2).

Nominato vescovo di Ippona, pur scegliendo di abitare nella sua residenza episcopale, continuò a condurre vita comune insieme al suo clero. Con la fondazione in città di un monastero femminile, risultarono evidenti le tre forme di vita religiosa agostiniana: maschile, di laici e chierici, e femminile.
In poco tempo, l’ideale agostiniano si estese a varie zone dell’Africa. Infatti, numerosi monaci, ordinati vescovi, diffusero la vita religiosa in altre chiese locali. Nell’Africa del V secolo i monasteri di ispirazione agostiniana erano circa trentacinque.


Tra il 430 ed il 570 questo stile di vita venne fatto conoscere in Europa dai monaci e sacerdoti fuggiti dall’Africa per sottrarsi alle persecuzioni dei Vandali. Verso il 440, Quodvultdeus da Cartagine si stabilì in Italia, nei pressi di Napoli. Nel 502, San Fulgenzio da Ruspe arrivò in Sardegna. Donato e settanta monaci divulgarono l’ideale di vita religiosa agostiniana nella Spagna meridionale intorno al 570; probabilmente alcuni raggiunsero anche la Francia.


L’abbondanza di codici antichi contenenti la regola di S. Agostino testimonia il costante interesse suscitato dalla stessa in epoca medievale. Malgrado ciò, per oltre tre secoli venne messa in ombra da altre regole, in particolare da quella di S. Benedetto. Ricomparsa nell’Europa dell’XI secolo come base per la riforma di monasteri e capitoli cattedrali, la regola agostiniana fu adottata dai Canonici Regolari di San Vittore a Parigi, dai Premostratensi e dai Canonici Lateranensi.

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