La storica ordinazione di mons. Vidal, il primo vescovo agostiniano nato in Brasile: "Per voi sarò vescovo; con voi sarò cristiano"
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La data del sabato 24 gennaio 2026 rimarrà segnata in modo molto speciale nel calendario della Chiesa Cattolica del Brasile e di tutta la famiglia agostiniana.
Nella città di Bragança Paulista, appartenente all’arcidiocesi di São Paulo, è stato ordinato vescovo ausiliare di questa sede fra’ Márcio Antonio Vidal de Negreiros, che fino ad ora svolgeva il ruolo di Segretario Generale dell’Organizzazione degli Agostiniani per l’America Latina e i Caraibi (OALA), oltre ad esercitare il suo ministero sacerdotale come vicario parrocchiale a Nossa Senhora Aparecida, dove — come afferma il comunicato della Provincia di Nostra Signora della Consolazione — “ha operato con dedizione pastorale, vicinanza al popolo e zelo evangelizzatore”.
Papa Leone XIV ha affidato a fra’ Márcio una missione più ampia all’interno della regione episcopale di Sant’Ana, una delle sei che compongono l’arcidiocesi di São Paulo e che oggi conta 60 parrocchie in un’area geografica di circa 1,5 milioni di abitanti.
La celebrazione episcopale è stata caratterizzata da profonda spiritualità, comunione e gioia vissute tra i 20 vescovi concelebranti e oltre 150 religiosi, religiose, familiari e fedeli provenienti da diverse diocesi e regioni del Paese che hanno gremito lo spazio. In totale, 2.500 fedeli hanno partecipato agli atti liturgici presieduti dal cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di São Paulo. Insieme a loro, l’assistente generale per l’America Latina, padre Benjamín García Franco OSA, e il Priore Generale emerito, padre Alejandro Moral Antón OSA.
Erano presenti quasi al completo anche i membri del Direttivo di OALA, oltre a una delegazione della Provincia Agostiniana del Santissimo Nome di Gesù del Messico, guidata dal Priore Provinciale, padre Usaí Heleodoro Romero Martínez OSA, insieme al Segretario Provinciale e all’Economo Provinciale. Ha concelebrato anche il Superiore Maggiore della Provincia Nostra Signora della Grazia della Colombia, padre Mauricio Saavedra Monroy OSA.

Una profonda “riorganizzazione interiore”
Durante il suo discorso, monsignor fra’ Márcio ha sottolineato che gli ultimi mesi, dalla sua nomina episcopale, sono stati segnati da una profonda riorganizzazione interiore “nel sentire, nel pensare e nel modo di guardare alla propria storia vocazionale, religiosa e sacerdotale”. Guardando al futuro, ha affermato di accogliere la nuova missione affidatagli dalla Chiesa nell’arcidiocesi di São Paulo “con fede, apertura di cuore e piena fiducia nell’azione amorosa di Dio”.
Rinnovato dall’unzione dello Spirito Santo, fra’ Márcio ha evidenziato che “nell’esercizio del ministero episcopale, la centralità di ogni apostolato deve essere la persona di Gesù Cristo e l’annuncio del Vangelo, con particolare attenzione ai poveri, agli umili e ai bisognosi”. Ha ricordato che l’episcopato è “un cammino di donazione, sacrificio e offerta della propria vita, seguendo Gesù, il Buon Pastore, che il vescovo è chiamato ad annunciare con coraggio, essendo padre e pastore, difensore della dignità umana e della speranza del Regno”.

Ispirandosi alla Lettera ai Colossesi, ha assunto il suo ministero “rivestito di misericordia, bontà e umiltà” (Col 3,12). Rivolgendosi al clero, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli delle comunità ecclesiali, ai movimenti, agli educatori e agli agenti di pastorale della regione episcopale di Sant’Ana, ha ricordato le parole di Sant’Agostino: “Per voi sarò vescovo; con voi sarò cristiano”, manifestando il desiderio di imparare a essere vescovo camminando insieme al popolo di Dio in comunione con gli altri vescovi ausiliari e con l’Arcivescovo Metropolita.
Durante l’omelia, il cardinale Odilo Pedro Scherer ha sottolineato la profondità teologica del rito dell’ordinazione episcopale, affermando che questo è il momento in cui “la Chiesa rinasce e si configura nuovamente”, assicurando la continuità della successione apostolica — non come titolo onorifico per la persona, ma come “un servizio di amicizia con Cristo vissuto nella generosa donazione di sé”.
Rivolgendosi al nuovo vescovo, il cardinale Scherer lo ha esortato a essere “un pastore attento a tutte le pecore, specialmente ai presbiteri e ai diaconi, ai poveri e ai malati, ai pellegrini e ai migranti. Colui che presiede deve essere sempre come colui che serve”.
Alla fine, il nuovo vescovo ha affidato il suo ministero all’intercessione di Sant’Anna, della Beata Vergine Maria, di San Giuseppe e di Sant’Agostino, chiedendo preghiere e assicurando anche la propria per tutti coloro che servirà.




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