I nostri frati parlano dopo la conclusione del Capitolo Generale Ordinario 2025 a Roma: Un solo cuore e un'unica anima verso Dio
- Sep 24
- 6 min read

Nel pomeriggio del 18 settembre, i frati capitolari hanno celebrato l’atto solenne della lettura degli atti di questo 188º Capitolo Generale dell’Ordine di Sant’Agostino.
Un Capitolo ricco di novità, di cambiamenti concordati punto per punto nell’instrumentum laboris, di lunghe giornate di lavoro nei gruppi e nell’assemblea plenaria per sostenere il Priore Generale e il suo Consiglio appena eletto nel piano strategico per il prossimo sessennio.
Abbiamo conversato con alcuni dei nostri fratelli provenienti da diverse circoscrizioni di tutto il mondo per conoscere la loro esperienza di queste settimane, che rimarranno ormai nel ricordo del loro pellegrinaggio come agostiniani.
Per cominciare, abbiamo iniziato con p. Carlos de la Cruz, vicario generale di Panama, che in questi giorni ha appreso della disposizione del Capitolo per la creazione di una nuova Provincia dell’Ordine: la Provincia del Sacro Cuore di Gesù di Panama e Costa Rica.

P. Carlos de la Cruz: “Ripartiamo con molta gratitudine per la fiducia che l’Ordine ripone nel nostro cammino”
“Questa è la seconda volta che partecipo a un capitolo generale, ma la prima come vicario. È stata un’esperienza splendida poter incontrare tanti fratelli agostiniani di tutto il mondo, conoscere le realtà così diverse che compongono l’Ordine attraverso le conversazioni, i lavori di gruppo, i dialoghi…”.
“Questo Capitolo – continua padre De la Cruz – aveva per noi un elemento particolare, che era presentare la proposta di diventare provincia, un progetto sul quale abbiamo lavorato negli ultimi anni insieme ai religiosi del vicariato. Giungere qui e poter condividere con i fratelli il nostro progetto, percepire una disponibilità, la gioia dei capitolari, è senz’altro motivo di gioia e di speranza, di gratitudine per la fiducia che l’Ordine ripone nel nostro cammino”.
A Panama l’Ordine conta più di sessant’anni di presenza. Dal 1992, è stato particolarmente significativo il lavoro vocazionale, con la nascita di nuove vocazioni native, mentre allo stesso tempo si è preservato e raggiunto un equilibrio economico fondamentale per questo nuovo passo. “Siamo consapevoli dei nostri limiti, ma è una bellissima esperienza di fiducia dell’Ordine nel nostro processo”.
Immagini di un nuovo Capitolo nell’Ordine
Da parte sua, p. Génesis Labana, della Provincia del Santo Niño di Cebu, che si trova attualmente a Roma per approfondire la sua formazione e per sostenere i compiti comunicativi della Curia Generale – il cui lavoro è stato fondamentale in queste settimane per il buon andamento del sito web, delle cronache quotidiane insieme ai padri Bitrus e Luiz Antonio, e per l’aggiornamento dei contenuti – ci racconta: “Se dovessi scegliere una foto fra tutte quelle che ho scattato in questi giorni al Capitolo, sceglierei quella del Papa al Patristicum mentre si serve dell’acqua e ne versa al Priore Generale, padre Joseph Farrell. È un gesto semplice, bellissimo, che esprime il carattere di servizio che il Successore di Pietro ha nei confronti dell’altro. Vorrei anche sottolineare tutte quelle immagini – e sono tante – in cui i fratelli hanno manifestato la loro amicizia, l’affetto e la vicinanza come agostiniani”.

P. Colm O’Mahony, dall’Irlanda: “Abbiamo grandi sfide da affrontare”
Padre Colm O’Mahony, proveniente dalla Provincia d’Irlanda, ci racconta che questa è la seconda volta che partecipa a un Capitolo Generale Ordinario. “È, senza dubbio, una splendida opportunità per incontrare agostiniani di tutto il mondo e sapere di prima mano che cosa accade nei diversi luoghi in cui l’Ordine è presente, come Cuba, Pakistan o Panama”. “Per quanto riguarda le grandi sfide che dobbiamo affrontare, per le province dell’Europa settentrionale si tratta dell’età media e della diminuzione del numero di religiosi; ma in Irlanda lo affrontiamo con la speranza che ci dà l’avere quattro studenti con noi. Siamo una Provincia molto attiva nell’educazione e nella giustizia sociale”.

P. Isaac Estévez, della Provincia di San Juan de Sahagún: “Ampliare l’orizzonte cercando la verità”
Per padre Estévez, questo Capitolo, il primo al quale partecipa, è stata un’esperienza unica, di incontro e di profonda conoscenza dell’Ordine. “Mi è piaciuto poter comunicare con altri fratelli, conoscere le realtà di tante e tante opere che si portano avanti. Si tratta di uno scambio profondo, con visioni diverse, ma con un pensiero globale, che non è altro che l’intenzione di ampliare l’orizzonte cercando la verità e migliorare la presenza dell’Ordine di Sant’Agostino. Un Capitolo Generale è un momento di incontro e di conoscenza, di ascolto, di sinodalità e di empatia”.

Uno sguardo rinnovato dall’India
Uno dei nostri padri più giovani a partecipare a un Capitolo, il vicario generale di Nostra Signora della Grazia, in Kerala, India, ritiene che oltre alle intense giornate di lavoro ci sia stata anche l’occasione per momenti di svago, con momenti piacevoli e di comunione. “Nei nostri gruppi di lavoro di lingua inglese ho potuto conoscere e osservare diverse realtà; il condividere il nostro modo di vedere le cose con maggiore dettaglio, questione che forse nelle sessioni plenarie risultava più difficile”. “Ci conosciamo in molti, ma non tutti, e un Capitolo è sempre un’occasione propizia per poter parlare di tante questioni. È una dinamica molto utile – in riferimento ai gruppi di lavoro che esaminavano punto per punto l’instrumentum laboris che ha fatto da guida allo svolgimento dei lavori – perché abbiamo maggiore vicinanza e fiducia per parlare. Porto con me il fatto che esistono realtà contrastanti e molto diverse all’interno dell’Ordine. Non sono le stesse le realtà delle nostre province negli Stati Uniti, in materia di formazione e di studenti per la vita religiosa, rispetto a quelle che abbiamo noi in Kerala, per esempio”.
"Ci hanno permesso di ascoltarci, di vedere la grandezza dell'Ordine, di discernere e decidere quali proposte devono essere portate a termine per il bene di tutti."
P. Juan Antonio Gil Solórzano, del Vicariato dell’Argentina: “Vocazioni, beni comuni, formazione e missione”
Padre Gil Solórzano è stato un altro dei fratelli capitolari che, divisi in gruppi di lingua spagnola, inglese e italiana, hanno partecipato alle giornate di discernimento fraterno. “Abbiamo potuto dedicare tempo alle vocazioni, all’importanza di condividere e mettere in comune i nostri beni, alla questione formativa, alla struttura dell’Ordine e anche a ciò che riguarda la missione”. “Credo che i gruppi di lavoro di queste giornate, così come il lavoro nelle plenarie, ci abbiano permesso di ascoltarci, di vedere la grandezza dell’Ordine, di discernere e decidere quali proposte debbano essere portate a compimento per il bene di tutti e quali, semplicemente, vadano eliminate o cambiate. È un lavoro di comunione, a partire dall’ascolto e dall’umiltà, per scoprire quali aspetti siano più importanti da proseguire nei prossimi anni”.


P. Kosmas Asenga, del Vicariato di Tanzania: “Un cuore solo e un’anima sola verso Dio”
“Mi sono iscritto al gruppo di lingua spagnola e il dialogo sull’instrumentum laboris è stato molto dinamico. Abbiamo condiviso esperienze di vita agostiniana provenienti da luoghi diversi ma con la stessa radice: Cristo e Agostino. Abbiamo commentato che avere ‘un cuore solo e un’anima sola verso Dio’, fondati nell’amore, è un valore necessario in tutti i luoghi in cui si trova l’Ordine. Nel gruppo regionale dell’Africa abbiamo parlato di come migliorare la nostra presenza e come approfondire la spiritualità agostiniana.
Abbiamo fatto anche un esame di coscienza e abbiamo riflettuto sulla nostra responsabilità come agostiniani in Africa di sostenere Papa Leone XIV nella costruzione del Regno di Dio”.

P. José Alberto Escobar, della Delegazione di Cuba: bellezza, sfide e difficoltà in un luogo complesso
Il nostro padre agostiniano a Cuba, rappresentante della realtà isolana al Capitolo, ritiene che “per noi è molto importante far conoscere la nostra vita laggiù, la situazione sociale in cui ci troviamo, il lavoro che l’Ordine svolge attraverso le parrocchie e i progetti di cui disponiamo, non esenti da difficoltà”.
“In particolare, vi sono aspetti come la formazione dei religiosi che si inseriscono nella missione per svilupparla con stabilità, che sono molto importanti. Non solo coloro che siamo già lì, ma anche altri della regione o di qualunque altra circoscrizione devono tener conto della singolarità della nostra presenza affinché possano venire a collaborare. Tutti questi aspetti sono emersi nei gruppi e sono stati portati all’assemblea generale. Ho potuto esporre ampiamente la vita della delegazione e delle comunità. Per noi è un momento molto importante per poter partecipare e contribuire”.
P. Anthony Pizzo, Provinciale di Chicago: “Ci siamo ascoltati bene”
Per padre Pizzo questo è il terzo Capitolo al quale partecipa. “È stata un’esperienza molto positiva. Tutto è stato molto ben organizzato. Nel gruppo linguistico di lingua inglese tutti hanno condiviso molto e si sono ascoltati con attenzione gli interventi di ciascuno. La mia esperienza è che la presentazione dei rapporti nella sessione plenaria riflette ciò che si discute nei gruppi. Sono soddisfatto di questa metodologia che include tutte le voci dei padri capitolari.
Ho avuto la fortuna di essere eletto come uno dei tre moderatori nelle sessioni di lavoro e ho potuto constatare come tutti i nostri fratelli potessero proporre, modificare, esprimere opinioni e sentirsi ascoltati. Si creano questi spazi e questo, come moderatore, è qualcosa da apprezzare”.

A poco a poco, i fratelli tornano ai loro luoghi di origine, per condividere gli echi di questi giorni in cui hanno avuto il tempo di conoscere più da vicino ciò che unisce e veicola la Grazia con cui l'Ordine si sente benedetto, protetto e guidato.
Il Capitolo si conclude e inizia una nuova pagina nella storia dell'Ordine.









































